Atossisclerol: effetti indesiderati
Atossisclerol (Lauromacrogol 400 (polidocanolo)) è un farmaco spesso utilizzato per le seguenti malattie: ATOSSISCLEROL 0,25% e 0,5% Terapia sclerosante di piccole varici (varici reticolari) e di teleangectasie. ATOSSISCLEROL 1% Terapia sclerosante di piccole varici (varici reticolari) e del ramo centrale delle teleangectasie. ATOSSISCLEROL 2% Terapia sclerosante di varici di medio calibro. ATOSSISCLEROL 3% Come soluzione: Terapia sclerosante di varici di grosso calibro e di emorroidi (di primo e secondo grado). Come schiuma: Terapia sclerosante in schiuma di vene grandi safene (VGS) con dimensioni di 4-8 mm.
Come tutti i farmaci, però, anche Atossisclerol ha effetti indesiderati (spesso anche chiamati effetti collaterali), reazioni avverse e controindicazioni che, se spesso sono poco rilevanti dal punto di vista clinico (piccoli disturbi sopportabili), talvolta possono essere assai gravi ed imprevedibili.
Diventa quindi importantissimo, prima di iniziare la terapia con Atossisclerol, conoscerne le controindicazioni, le speciali avvertenze per l’uso e gli effetti indesiderati, in modo da poterli segnalare, alla prima comparsa, al medico curante.
Atossisclerol: controindicazioni
IpersensibilitĂ al principio attivo o ad uno qualsiasi degli eccipienti elencati al paragrafo 6.1.
Pazienti in trattamento con disulfiram a causa della presenza di etanolo tra gli eccipienti.
Malattie sistemiche non controllate (come diabete di tipo 1, tireotossicosi, tubercolosi, asma, neoplasie, infezioni sistemiche, discrasia ematica, affezioni respiratorie acute o cutanee) o infezione grave generalizzata.
Allattamento (interrompere l’allattamento al seno per 2-3 giorni).
Chirurgia recente.
Neoplasia evolutiva.
Inoltre nella scleroterapia delle varici degli arti inferiori, ATOSSISCLEROL è
controindicato in:
Infiammazione cutanea/infezione locale nell’area da trattare.
Pazienti non deambulanti.
Patologie occlusive arteriose (stadio III e IV di Fontaine).
Malattie tromboemboliche, ad esempio trombosi venosa profonda acuta o embolia polmonare.
Pazienti ad alto rischio di trombosi (ad es. pazienti con trombofilia ereditaria oppure pazienti che presentano molteplici fattori di rischio come ad esempio l’assunzione di contraccettivi ormonali oppure della terapia ormonale sostitutiva, obesità , fumo e lunghi periodi di immobilità ).
Varici indotte da una neoplasia pelvica o addominale (a meno che il tumore non sia stato rimosso).
Incompetenza valvolare significativa a livello della rete venosa profonda.
Presenza di vene superficiali di grosso calibro con comunicazione con la rete venosa profonda.
Flebite migrante.
Quando ATOSSISCLEROL è somministrato come microschiuma è controindicato in:
– Shunt destro-sinistro sintomatico noto (ad es. forame ovale pervio).
Inoltre nella terapia sclerosante delle patologie emorroidarie, ATOSSISCLEROL è controindicato in:
Infiammazione acuta della regione anale.
Atossisclerol: effetti indesiderati
Terapia sclerosante delle varici
Si sono osservate reazioni avverse locali (ad es. necrosi), in particolare della pelle e dei tessuti sottocutanei (e, in rari casi, dei nervi) nel trattamento delle varici degli arti inferiori in seguito ad una accidentale iniezione nei tessuti circostanti (iniezione paravenosa). Il rischio aumenta con l’aumento delle concentrazioni e del volume di ATOSSISCLEROL.
In aggiunta sono state osservate le seguenti reazioni avverse la cui frequenza d’insorgenza è specificata di seguito:
Molto comune (≥ 1/10); Comune (≥ 1/100 – < 1/10); Non comune (≥ 1/1000 – < 1/100); Raro (≥ 1/10000 – < 1/1000); Molto raro (< 1/10000), non nota (la frequenza non può essere definita sulla base dei dati disponibili).
Disturbi del sistema immunitario
Molto raro: shock anafilattico, angioedema, orticaria (generalizzata), asma (attacco d’asma).
Patologie del sistema nervoso
Molto raro: accidente cerebrovascolare, emiparesi, cefalea, emicrania (con frequenza “rara” quando si utilizza la microschiuma sclerosante), parestesia (locale), ipoestesia orale, perdita di coscienza, stato confusionale, afasia, atassia, capogiro.
Patologie dell’occhio
Molto raro (“raro” quando si utilizza la microschiuma sclerosante): compromissione visiva (disturbo della vista).
Patologie cardiache
Molto raro: arresto cardiaco, palpitazioni, frequenza cardiaca anomala.
Patologie vascolari
Comune: neovascolarizzazione, ematoma.
Non comune: tromboflebite superficiale, flebite.
Raro: trombosi venosa profonda (eziologia sconosciuta, probabilmente dovuta a una patologia sottostante).
Molto raro: embolia polmonare, sincope vasovagale, collasso circolatorio, vasculite.
Patologie respiratorie, toraciche e mediastiniche
Molto raro: dispnea, fastidio al torace (sensazione di pressione sul torace), tosse.
Patologie gastrointestinali
Molto raro: disgeusia, nausea, vomito.
Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo
Comune: iperpigmentazione della cute, ecchimosi.
Non comune: dermatite allergica, orticaria da contatto, reazione della cute, eritema. Molto raro: politricosi (nell’area di trattamento della terapia sclerosante).
Patologie del sistema muscoloscheletrico e del tessuto connettivo
Raro: dolore agli arti.
Patologie sistemiche e condizioni relative alla sede di somministrazione
Comune: dolore in sede di iniezione (breve periodo), trombosi in sede di iniezione (coaguli sanguigni intravaricosi locali).
Non comune: necrosi, indurimento, tumefazione.
Molto raro: piressia, vampata di calore, astenia, malessere.
Esami diagnostici
Molto raro: pressione arteriosa anormale.
Traumatismo, avvelenamento e complicazioni da procedura
Non comune: traumatismo di nervo.
Terapia sclerosante delle patologie emorroidarie
Nel trattamento delle patologie emorroidarie sono state osservate reazioni avverse locali come bruciore, dolore, disturbi e sensazione di pressione sia durante che dopo l’iniezione in particolare nei pazienti di sesso maschile con emorroidi posizionate in corrispondenza delle ore 11 (area prostatica). Tali reazioni sono temporanee e, in casi rari, possono durare per 2-3 giorni.
In aggiunta sono state osservate le seguenti reazioni avverse la cui frequenza d’insorgenza è specificata di seguito:
Molto comune (≥ 1/10); Comune (≥ 1/100 – < 1/10); Non comune (≥ 1/1000 – < 1/100); Raro (≥ 1/10000 – < 1/1000); Molto raro (< 1/10000), non nota (la frequenza non può essere definita sulla base dei dati disponibili)
Disturbi del sistema immunitario
Molto raro: shock anafilattico, angioedema, orticaria (generalizzata), asma (attacco d’asma).
Patologie del sistema nervoso
Molto raro: perdita di coscienza, stato confusionale, capogiro.
Patologie cardiache
Molto raro: palpitazioni.
Patologie vascolari
Molto raro: sincope vasovagale, collasso circolatorio.
Patologie gastrointestinali
Non comune: proctite, prurito anale. Molto raro: nausea.
Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo
Non comune: dermatite allergica, orticaria da contatto, reazioni della cute.
Patologie dell’apparato riproduttivo e della mammella
Molto raro: disfunzione erettile.
Patologie sistemiche e condizioni relative alla sede di somministrazione
Comune: sensazione di bruciore della mucosa, dolore al sito di iniezione, disagio, sensazione di pressione.
Non comune: indurimento.
Raro: necrosi (locale, raramente con estensione nei tessuti circostanti), emorragia al sito di iniezione, trombosi al sito di iniezione (intraemorroidarie).
Molto raro: piressia.
Esami diagnostici
Molto raro: pressione arteriosa anormale.
Segnalazione delle reazioni avverse sospette
La segnalazione delle reazioni avverse sospette che si verificano dopo l’autorizzazione del medicinale è importante, in quanto permette un monitoraggio continuo del rapporto beneficio/rischio del medicinale. Agli operatori sanitari è richiesto di segnalare qualsiasi reazione avversa sospetta tramite il sistema nazionale di segnalazione all’indirizzo http://www.agenziafarmaco.gov.it/content/come-segnalare-una-sospetta-reazione-avversa.
Atossisclerol: avvertenze per l’uso
Le iniezioni di ATOSSISCLEROL devono essere eseguite da un medico esperto nella terapia sclerosante e nel trattamento delle sue possibili complicanze.
Il medico deve inoltre avere l’immediata disponibilità dei mezzi farmacologici e strumentali necessari ad un adeguato trattamento delle eventuali emergenze cliniche conseguenti alla somministrazione di ATOSSISCLEROL.
Nelle seguenti condizioni il trattamento con ATOSSISCLEROL richiede un’accurata valutazione del rapporto rischio/beneficio su base individuale poiché, a seconda della gravità delle condizioni, esso potrebbe essere controindicato:
Stati febbrili.
Asma bronchiale o nota forte predisposizione alle allergie.
Scarse condizioni generali.
Disturbi cardiaci cronici e acuti (endocardite e miocardite).
IpercoagulabilitĂ nota, se non stabilizzata da precedente trattamento.
L’insufficienza cardiaca, se stabilizzata da precedente trattamento, non è una controindicazione alla scleroterapia. Lo stesso vale per l’ipertensione arteriosa se è stata gestita in maniera adeguata da precedente trattamento.
Terapia sclerosante delle varici
ATOSSISCLEROL non deve essere iniettato in arteria in quanto può causare gravi necrosi che potrebbero richiedere l’amputazione. Nel caso in cui si dovesse verificare un incidente simile consultare immediatamente un chirurgo vascolare.
In alcune regioni del corpo, come ad esempio i piedi oppure la regione malleolare, è più alto il rischio di iniezione intra-arteriosa accidentale. Conseguentemente durante il trattamento ne devono essere utilizzate solo piccole quantità a bassa concentrazione.
Quando si tratta la vena grande safena, l’iniezione di microschiuma deve avvenire a una distanza minima di 8-10 cm dalla giunzione safeno-femorale. Se il monitoraggio ecografico rivela un bolo di schiuma nel sistema venoso profondo, deve essere eseguita, da parte del paziente, un’attivazione muscolare come ad esempio una flessione dorsale dell’articolazione della caviglia. L’uso di qualsiasi tipo di sclerosante nell’area del viso deve essere valutata con attenzione in quanto le iniezioni intravascolari possono portare ad un’inversione di flusso nelle arterie e conseguentemente a perdita irreversibile della vista.
Nelle seguenti condizioni il trattamento delle varici degli arti inferiori con ATOSSISCLEROL richiede un’accurata valutazione del rapporto rischio/beneficio su base individuale poiché, a seconda della gravità delle condizioni, potrebbe essere controindicato:
Trombosi venosa superficiale acuta.
Malattia arteriosa occlusiva (stadio II di Fontaine) per il trattamento di teleangectasie.
Edema da lieve a moderato degli arti inferiori (se non può essere influenzato dalla compressione).
Sintomi di microangiopatia o neuropatia.
MobilitĂ ridotta.
Inoltre, per la scleroterapia con microschiuma, è necessaria particolare cautela nei casi di disturbi visivi, psichici o neurologici, compresa emicrania, verificatisi a seguito di precedente scleroterapia con microschiuma.
Terapia sclerosante delle patologie emorroidarie
Nel trattamento delle patologie emorroidarie è necessario prestare particolare attenzione per non danneggiare il muscolo dello sfintere anale interno al fine di evitare l’insorgenza di problemi di incontinenza.
In pazienti di sesso maschile per il trattamento di emorroidi posizionate in corrispondenza delle ore 11 la quantità iniettata non deve superare 0,5 ml di ATOSSISCLEROL 3% a causa della prossimità dell’uretra e della prostata.
Nell’infiammazione cronica dell’intestino (ad es. malattia di Crohn) il trattamento con ATOSSISCLEROL richiede un’accurata valutazione del rapporto rischio/beneficio su base individuale poiché, a seconda della gravità , esso potrebbe essere controindicato.
La terapia sclerosante ed il trattamento delle sue possibili complicanze sono affidati alla responsabilitĂ del medico che somministra ATOSSISCLEROL. Le seguenti informazioni sono puramente esemplificative.
Trattamento in seguito ad iniezione intra-arteriosa accidentale
Lasciare la cannula in posizione; se giĂ rimossa, riposizionare il sito di accesso e aspirare il sangue e la soluzione sclerosante rimasta nella siringa;
Iniettare 5-10 ml di anestetico locale senza l’aggiunta di adrenalina;
Iniziare con l’anticoagulazione ad es. tramite iniezione di 5.000 UI di eparina o equivalenti (se possibile nell’arteria colpita; altrimenti per via endovenosa);
Avvolgere la gamba ischemica nell’ovatta e abbassarla;
Ricoverare il paziente in via precauzionale (chirurgia vascolare).
Trattamento in seguito ad iniezione paravenosa accidentale
In base alla quantità e concentrazione di ATOSSISCLEROL somministrato per via paravenosa, iniettare da 5 a 10 ml di soluzione fisiologica salina, se possibile associata a ialuronidasi, nel punto di applicazione. Nel caso in cui il paziente soffra di forti dolori, è possibile somministrare un anestetico locale (senza adrenalina).
Trattamento di reazioni anafilattiche
Le reazioni anafilattiche sono condizioni rare ma potenzialmente fatali. Il medico deve essere preparato ad applicare le misure di emergenza e deve avere a disposizione un kit emergenze adeguato. La terapia con beta bloccanti oppure ACE (enzima di conversione dell’angiotensina) inibitori possono influenzare le procedure di emergenza in caso di shock anafilattico a causa dei loro effetti cardiovascolari.
Informazioni importanti sugli eccipienti
ATOSSISCLEROL contiene alcool (etanolo) 5% vol; una fiala da 2 ml contiene 84,00 mg di etanolo. Questo dato deve essere preso in considerazione in pazienti con precedenti problemi di alcolismo o in trattamento con disulfiram. Utilizzare con cautela in pazienti affetti da patologie epatiche, epilessia, danni cerebrali, intolleranza all’etanolo, nei bambini e in caso di gravidanza. L’etanolo può modificare oppure aumentare l’effetto di altri medicinali.
ATOSSISCLEROL contiene potassio in quantitĂ inferiore a 1 mmol (39 mg) per fiala. ATOSSISCLEROL contiene sodio in quantitĂ inferiore a 1 mmol (23 mg) per fiala.
Per approfondire l’argomento, per avere ulteriori raccomandazioni, o per chiarire ogni dubbio, si raccomanda di leggere l’intera Scheda Tecnica del Farmaco