Captopril 50 mg – Captopril: effetti indesiderati

Captopril 50 mg – Captopril: effetti indesiderati

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Captopril 50 mg – Captopril: effetti indesiderati

Captopril 50 mg (Captopril) è un farmaco spesso utilizzato per le seguenti malattie: Ipertensione: il captopril indicato nella terapia dell’ipertensione lieve o moderata. Nei casi di ipertensione grave il farmaco deve essere utilizzato allorquando le terapie standard risultano inefficaci oppure non idonee. Insufficienza cardiaca congestizia: il captopril indicato nei pazienti con insufficienza cardiaca congestizia. Il farmaco deve essere utilizzato in associazione a diuretici e, se indicato, a digitale. Nei pazienti che assumono CAPTOPRIL DOROM a dosaggi superiori a 100 mg/die, con o senza associazione di un diuretico, oppure in quelli con insufficienza renale grave o insufficienza cardiaca congestizia, il farmaco deve essere utilizzato sotto stretto controllo medico.

Effetti indesiderati delle medicine

Come tutti i farmaci, però, anche Captopril 50 mg ha effetti indesiderati (spesso anche chiamati effetti collaterali), reazioni avverse e controindicazioni che, se spesso sono poco rilevanti dal punto di vista clinico (piccoli disturbi sopportabili), talvolta possono essere assai gravi ed imprevedibili.

Diventa quindi importantissimo, prima di iniziare la terapia con Captopril 50 mg, conoscerne le controindicazioni, le speciali avvertenze per l’uso e gli effetti indesiderati, in modo da poterli segnalare, alla prima comparsa, al medico curante.

Captopril 50 mg: controindicazioni

Ipersensibilità al captopril.

Secondo e terzo trimestre di gravidanza (vedere paragrafi 4.4 e 4.6).

 

Captopril 50 mg: effetti indesiderati

Idiosincrasie: in pazienti trattati con ACE-inibitori, compreso il captopril, si è manifestato angioedema delle estremità, del viso, delle labbra, delle mucose, della lingua, della glottide o della laringe. L’insorgenza di tali effetti richiede l’interruzione della terapia con ACE-inibitori. Gonfiore limitato al viso, alle labbra e alla bocca è reversibile senza dover ricorrere ad altre terapie, anche se l”uso di anti-istaminici potrà rivelarsi utile per alleviarne i sintomi. I pazienti affetti da tali reazioni devono essere monitorati attentamente finchè non scompare il gonfiore. Tuttavia, nei casi con interessamento della lingua, la glottide o la laringe, e conseguente rischio di ostruzione delle vie aeree, all’occorrenza somministrare immediatamente adrenalina (0,5 ml, 1:1000) per via sottocutanea.

Ematologici: neutropenia, anemia e trombocitopenia. È stata raramente segnalata positività degli anticorpi antinucleari.

Reazioni renali: proteinuria, aumento dell’azotemia e della creatininemia, aumento dei livelli di potassio nel siero e acidosi.

Cardiovascolari: ipotensione, tachicardia.

Reazioni cutanee: potrà manifestarsi rash, di solito pruriginoso. Il rash è di norma leggero, transitorio e maculopapuloso, raramente orticarioide e scompare entro pochi giorni dalla riduzione del dosaggio, breve trattamento con anti-istaminici e/o sospensione del farmaco. Pochi casi di rash sono stati accompagnati da febbre. Sono stati anche segnalati casi di prurito, arrossamento, rash con vesciche o bolle e fotosensibilizzazione.

Reazioni gastrointestinali: diminuzione o perdita della percezione del gusto. Tale fenomeno è reversibile e di solito limitato nel tempo. Alla perdita del gusto può associarsi perdita di peso. È stata segnalata stomatite con ulcerazioni pseudo-aftose. In qualche paziente è stato riscontrato aumento degli enzimi epatici. Si sono manifestati rari casi con danno epatocellulare e ittero colestatico. Possono verificarsi irritazione gastrica e dolore addominale.

Altre reazioni: sono state riferite parestesie delle mani, malattia da siero, tosse, broncospasmo e linfoadenopatie.

 

Captopril 50 mg: avvertenze per l’uso

L’incidenza di effetti indesiderati con CAPTOPRIL DOROM è principalmente connessa alla funzione renale, in quanto il farmaco viene eliminato principalmente attraverso il rene. Il dosaggio non deve essere superiore a quello necessario per ottenere un controllo pressorio soddisfacente, mentre deve essere diminuito nei pazienti con insufficienza renale.

Nella valutazione del paziente si deve procedere ad un controllo della funzionalità renale sia prima di instaurare la terapia che ad intervalli regolari successivamente. In linea generale, i pazienti con insufficienza renale non devono essere trattati con CAPTOPRIL DOROM.

Il captopril non deve essere utilizzato nei pazienti con stenosi aortica né in quelli con ostruzione del tratto di efflusso.

Data la scarsa esperienza con CAPTOPRIL DOROM nella terapia delle crisi ipertensive acute, l’uso del farmaco in pazienti con tale patologia deve essere evitato.

Ipotensione: in alcuni pazienti può verificarsi ipotensione sintomatica dopo la prima o la seconda dose di CAPTOPRIL DOROM. Nella maggior parte dei casi i sintomi scompaiono semplicemente ponendo il paziente in posizione supina.

Nei pazienti con ipertensione grave o renina-dipendente (per esempio, ipertensione reno-vascolare) e in quelli con insufficienza cardiaca congestizia grave, in corso di terapia con diuretici a dosi elevate, si è manifestata una risposta ipotensiva eccessiva, la quale è comparsa generalmente entro un’ora dalla prima dose di captopril. In questi pazienti l’eventualità che tale effetto compaia può essere ridotta, sospendendo il diuretico o diminuendone drasticamente il dosaggio per 4-7 giorni prima di iniziare la terapia con CAPTOPRIL DOROM. Instaurando la terapia con CAPTOPRIL DOROM a bassi dosaggi (6,25 mg o 12,5 mg) diminuisce la durata di eventuali effetti ipotensivi. Alcuni pazienti ottengono un certo beneficio dalla somministrazione di soluzione fisiologica per infusione.

La risposta ipotensiva dopo la prima dose non impedisce l’eventuale successivo adattamento del dosaggio di CAPTOPRIL DOROM.

In alcuni pazienti in terapia con CAPTOPRIL DOROM è stata segnalata ipotensione dovuta a deplezione volumetrica acuta come vomito e diarrea.

Potassiemia:poiché CAPTOPRIL DOROM riduce la produzione di aldosterone, i livelli sierici di potassio nei pazienti in terapia con diuretici rimangono invariati. I diuretici risparmiatori di potassio e le integrazioni di potassio non devono quindi essere utilizzati di routine. Nei pazienti con insufficienza renale marcata possono aumentare i livelli di potassio nel siero.

Funzione renale: la comparsa di proteinuria in pazienti con funzionalità renale normale è rara. Tale effetto si è generalmente manifestato nei pazienti con ipertensione grave e diagnosi di pregressa malattia renale. In alcuni di questi pazienti si è manifestata una sindrome nefrosica.

Nei pazienti con diagnosi di pregressa malattia renale, è consigliabile effettuare controlli mensili della proteinuria durante i primi nove mesi di terapia. Nel caso in cui i controlli ripetuti confermano un progressivo aumento delle proteine urinarie, si deve procedere ad una determinazione quantitativa nelle 24 ore. Se la proteinuria dovesse risultare superiore a 1 g/die, deve essere valutato il rapporto rischio/beneficio in relazione alla prosecuzione della terapia con CAPTOPRIL DOROM.

Sebbene sia stata evidenziata una glomerulopatia membranosa in reperti bioptici prelevati da alcuni pazienti con proteinuria, la correlazione causale con il captopril non è stata stabilita.

In alcuni pazienti nefropatici, particolarmente quelli con stenosi bilaterale dell’arteria renale, oppure unilaterale in un solo rene funzionante, è aumentata l’azotemia e la creatinina sierica. Può essere quindi necessario in tali casi ridurre il dosaggio di CAPTOPRIL DOROM e/o sospendere la somministrazione del diuretico. In alcuni di questi pazienti può non essere possibile normalizzare la pressione arteriosa e mantenere una perfusione renale adeguata.

Nel corso di recenti studi clinici, in pazienti in terapia con ACE-inibitori è stata dimostrata elevata incidenza di reazioni anafilattoidi durante emodialisi con membrane “high-flux” per dialisi (p.es. AW 69). Pertanto, in questi pazienti deve essere evitata tale associazione.

Ematologici: neutropenia/agranulocitosi, trombocitopenia e anemia sono state segnalate in pazienti trattati con CAPTOPRIL DOROM.

Neutropenia si manifesta raramente in pazienti con funzione renale normale e assenza di altre complicazioni.

Il captopril non deve essere impiegato sistematicamente nei pazienti con diagnosi di pregressa insufficienza renale, malattie del collageno, in terapia con farmaci immunosoppressori, allopurinolo o procainamide, oppure con una combinazione di tali complicanze. In alcuni pazienti con un quadro clinico di questo tipo si sono manifestate infezioni gravi che in qualche caso non hanno risposto a terapia antibiotica intensiva.

Se il captopril viene impiegato in tali pazienti, è consigliabile effettuare il conteggio dei leucociti con formula leucocitaria sia prima di iniziare la terapia, che ogni 2 settimane durante i primi 3 mesi di trattamento con CAPTOPRIL DOROM ed in seguito periodicamente.

Durante il trattamento i pazienti devono essere avvertiti di segnalare la comparsa di segni o sintomi di infezione (per esempio mal di gola, febbre) in qual caso si deve procedere al conteggio dei leucociti con formula leucocitaria. In caso di neutropenia (neutrofili <1000/mm³), anche solo sospetta, si dovrebbe sospendere la somministrazione del captopril e di altre terapie concomitanti.

Nella maggior parte dei pazienti, il numero dei neutrofili ritorna nella norma in seguito all’interruzione della terapia con CAPTOPRIL DOROM.

Chirurgia/anestesia: in pazienti sottoposti ad interventi di alta chirurgia oppure durante l’impiego di anestetici che inducono ipotensione, CAPTOPRIL DOROM bloccherà la formazione di angiotensina II secondaria a liberazione compensatoria di renina. Ciò può causare ipotensione che potrà essere corretta mediante espansione della volemia.

Chimicaclinica: il captopril può causare una falsa positività del test urinario per l’acetone.

Gravidanza

La terapia con ACE-inibitori non deve essere iniziata durante la gravidanza.

Per le pazienti che stanno pianificando una gravidanza si deve ricorrere ad un trattamento antiipertensivo alternativo, con comprovato profilo di sicurezza per l’uso in gravidanza, a meno che non sia considerato essenziale il proseguimento della terapia con un ACE-inibitore. Quando viene diagnosticata una gravidanza, il trattamento con ACE-inibitori deve essere interrotto immediatamente e, se appropriato, deve essere iniziata una terapia alternativa (vedere paragrafi 4.3 e 4.6).


Per approfondire l’argomento, per avere ulteriori raccomandazioni, o per chiarire ogni dubbio, si raccomanda di leggere l’intera Scheda Tecnica del Farmaco

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