Dopamina: effetti indesiderati e controindicazioni

Dopamina: effetti indesiderati e controindicazioni

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Dopamina: effetti indesiderati e controindicazioni

Dopamina (Dopamina) è un farmaco spesso utilizzato per le seguenti malattie: Stati di shock di qualsiasi natura: shock cardiogenico post-infartuale, shock chirurgico, shock ipovolemico o emorragico, shock tossi-infettivo, shock anafilattico. L’impiego del farmaco non esime dalle altre misure dirette a ripristinare la volemia o da interventi diretti sulla patogenesi dello shock.

Effetti indesiderati delle medicine

Come tutti i farmaci, però, anche Dopamina ha effetti indesiderati (spesso anche chiamati effetti collaterali), reazioni avverse e controindicazioni che, se spesso sono poco rilevanti dal punto di vista clinico (piccoli disturbi sopportabili), talvolta possono essere assai gravi ed imprevedibili.

Diventa quindi importantissimo, prima di iniziare la terapia con Dopamina, conoscerne le controindicazioni, le speciali avvertenze per l’uso e gli effetti indesiderati, in modo da poterli segnalare, alla prima comparsa, al medico curante.

Dopamina: controindicazioni

DOPAMINA PH&T non deve essere usata in pazienti con feocromocitoma e non può essere somministrata in presenza di tachiaritmie non trattate e di fibrillazione ventricolare.

 

Dopamina: effetti indesiderati

Fra i più frequenti sono: battiti ectopici, nausea, vomito, tachicardia, dolore anginoso, palpitazioni, dispnea, mal di testa, ipotensione e vasocostrizione. Più rari: condizione aberrante, bradicardia, piloerezione, ampliamento del complesso QRS, azotemia e pressione ematica elevata.

 

Dopamina: avvertenze per l’uso

Prima del trattamento con Dopamina PH&T, l’ipovolemia deve essere corretta con opportune quantità di sangue o di plasma.

Durante la terapia, tenere sotto controllo: flusso urinario, gittata cardiaca e pressione sanguigna. Qualora si verifichi un aumento sproporzionato della pressione diastolica (cioè una notevole diminuzione del polso), l’infusione dovrà essere ridotta ed il paziente sarà osservato con cura al fine di evitare che divenga predominante un’indesiderata attività vasocostrittrice.

Dopamina PH&T dovrà essere infusa nelle vene più grosse, qualora possibile, al fine di evitare stravasi nei tessuti adiacenti. Stravasi che possono provocare necrosi e piaghe. Sarà necessario pertanto che la regolarità dell’infusione venga controllata in continuazione.

Pazienti con precedenti malattie occlusive vascolari (aterosclerosi, embolismo arterioso, morbo di Raynaud, lesioni da freddo, endoarterite diabetica e morbo di Buerger) devono venire attentamente osservati per qualsiasi variazione di colore o temperatura della pelle alle estremità.

Se avviene qualche variazione in tal senso e si pensa possa essere risultato di una compromissione della circolazione nelle estremità, occorrerà valutare i benefici derivati dal continuare l’infusione di dopamina e i rischi di possibile necrosi. Questa condizione può essere invertita sia diminuendo che fermando la perfusione. Come antidoto all’ischemia periferica, per pervenire piaghe e necrosi, è consigliabile infiltrare, il più rapidamente possibile, 10 o 15 ml di soluzione fisiologica contenente 5 o 10 mg di fentolamina.

Pazienti trattati con inibitori della monoaminossidasi (IMAO) richiedono una sostanziale riduzione del dosaggio (almeno 1/10 del dosaggio normale).

Non aggiungere soluzioni alcaline a DOPAMINA PH&T. Il prodotto contiene potassio metabisolfito; tale sostanza può provocare, in soggetti sensibili e particolarmente negli asmatici, reazioni di tipo allergico con attacchi asmatici gravi.


Per approfondire l’argomento, per avere ulteriori raccomandazioni, o per chiarire ogni dubbio, si raccomanda di leggere l’intera Scheda Tecnica del Farmaco

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