Eloxatin: effetti indesiderati e controindicazioni
Eloxatin (Oxaliplatino) è un farmaco spesso utilizzato per le seguenti malattie: Oxaliplatino in associazione con 5-fluorouracile (5-FU) e acido folinico (AF) è indicato per: trattamento adiuvante del cancro al colon di stadio III (C di Duke) dopo resezione completa del tumore primario trattamento del cancro colorettale metastatico.
Come tutti i farmaci, però, anche Eloxatin ha effetti indesiderati (spesso anche chiamati effetti collaterali), reazioni avverse e controindicazioni che, se spesso sono poco rilevanti dal punto di vista clinico (piccoli disturbi sopportabili), talvolta possono essere assai gravi ed imprevedibili.
Diventa quindi importantissimo, prima di iniziare la terapia con Eloxatin, conoscerne le controindicazioni, le speciali avvertenze per l’uso e gli effetti indesiderati, in modo da poterli segnalare, alla prima comparsa, al medico curante.
Eloxatin: controindicazioni
Oxaliplatino è controindicato nei pazienti che:
presentano precedenti noti di ipersensibilitĂ al principio attivo;
stanno allattando con latte materno;
presentano mielosoppressione antecedente all’inizio del primo ciclo, come evidenziato in condizioni di conta basale da neutrofili <2×109/l e/o conta piastrinica <100×109/l;
soffrono di una neuropatia sensoriale periferica con alterazione funzionale antecedente al primo
ciclo;
hanno una funzionalitĂ renale gravemente compromessa (clearance della creatinina inferiore a 30 ml/min) (vedere paragrafo 5.2).
Eloxatin: effetti indesiderati
Sintesi del profilo di sicurezza
Gli eventi avversi più frequenti di oxaliplatino in associazione a 5-fluorouracile/acido folinico sono stati di tipo gastrointestinale (diarrea, nausea, vomito e mucositi), ematologico (neutropenia, trombocitopenia) e neurologico (neuropatia sensoriale periferica acuta e da accumulo). In generale questi eventi avversi sono stati più frequenti e gravi con oxaliplatino in associazione a 5-FU/AF che con i soli 5-FU/AF.
Tabelle delle reazioni avverse
Le frequenze segnalate nella tabella sottostante derivano da studi clinici effettuati nel metastatico e nella terapia adiuvante (che comprendevano rispettivamente 416 e 1108 pazienti nel gruppo di trattamento oxaliplatino più 5-FU/AF) e dall’esperienza post-marketing.
In questa tabella le frequenze sono definite utilizzando la seguente convenzione: molto comune (≥1/10), comune (≥1/100, <1/10), non comune (≥1/1000, <1/100), raro (≥1/10000, <1/1000), molto raro (<1/10000), non nota (la frequenza non può essere definita sulla base dei dati disponibili).
Ulteriori dettagli sono forniti dopo la tabella.
| Classificazione per sistemi e organi secondoMedDRA | molto comune | comune | non comune | raro |
| Infezioni e infestazioni* | – Infezioni | Rinite – Infezioni del tratto respiratorio superiore – Sepsi neutropenica | Sepsi | |
| Patologie del sistema emolinfopoietico* | – Anemia – Neutropenia – Trombocitopenia – Leucopenia – Linfopenia | – Neutropenia febbrile | – Trombocitopenia immunoallergica – Anemia emolitica | |
| Disturbi del sistema immunitario | Allergia/reazione allergica++ | |||
| Disturbi del metabolismo e della nutrizione | Anoressia – iperglicemia – Ipopotassiemia – ipernatriemia | – Disidratazione – Ipocalcemia | Acidosi meta-bolica | |
| Disturbi psichiatrici | – Depressione – Insonnia | – Nervosismo | ||
| Patologie del sistema nervoso* | – Neuropatia sen-soriale periferica – Disturbi sensoriali – Disgeusia – Cefalea | – Capogiri – Nevrite motoria – Meningismo | – Disartria – Sindrome leucoencefalopatica posteriore reversibile (RPLS o PRES) (vedere par. 4.4) | |
| Patologie dell’occhio | – Congiuntivite – Disturbi visivi | – Riduzione transitoria dell’acuità visiva – Difetti al campo visivo – Neurite ottica – Perdita transitoria della visione, reversibile dopo sospensione della terapia | ||
| Patologie dell’orecchio e del labirinto | – Ototossicità | – Sordità | ||
| Patologie vascolari | Emorragia – Vampate – Trombosi venosa profonda – Ipertensione | |||
| Patologie respiratorie, toraciche e mediastiniche | – Dispnea – Tosse – Epistassi | – Singhiozzi – Embolia polmonare | – Malattia inter-stiziale al polmone, talvolta fatale – Fibrosi polmonare** | |
| Patologie gastrointestinali* | -Nausea -Diarrea -Vomito -Stomatite/Mucosite -Dolore addominale -Stipsi | -Dispepsia -Reflusso gastroesofageo -emorragia gastrointestinale -Emorragia rettale | -Ileo -Ostruzione intestinale | – Colite compresa diarrea da Clostridium difficile – Pancreatite |
| Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo | -Alterazioni della cute -Alopecia | -Esfoliazione della cute (cioè sindrome mano e piede) -Eruzione cutanea eritematosa – Eruzione cutanea -Iperidrosi -Alterazioni delle unghie | ||
| Patologie del sistema muscoloscheletrico e del tessuto connettivo | -Dolore alla schiena | -Artralgia -Dolore osseo | ||
| Patologie renali ed urinarie | – Ematuria – Disuria – Frequenza della minzione anormale | |||
| Patologie sistemiche e condizioni relative alla sede di somministrazione | -Affaticamento -Febbre+++ -Astenia -Dolore -Reazioni al sito di iniezione++++ | |||
| Esami diagnostici | -Aumento degli enzimi epatici -Aumento della fosfatasi alcalina nel sangue -Aumento della bilirubina nel sangue -Aumento della lattato deidrogenasi nel sangue -Aumento di peso (nella terapia adiuvante) | -Aumento della creatinina nel sangue -Diminuzione di peso (nella patologia metastatica) |
* Vedere la sezione dettagliata sotto
** Vedere paragrafo 4.4
+ Comune: Sepsi neutropenica, incluso esito fatale
++ Molto comuni Allergie/reazioni allergiche che si verificano principalmente durante l’infusione, talvolta fatali. Comuni reazioni allergiche comprendenti rash cutaneo, in particolare orticaria, congiuntiviti e riniti. Comuni reazioni anafilattiche o anafilattoidi, comprendenti broncospasmo, angioedema, ipotensione, sensazione di dolore toracico e shock anafilattico.
+++ Molto comune febbre, brividi febbrili (tremori) sia da infezione (con o senza neutropenia febbrile) che forse da meccanismi immunologici
++++Sono state segnalate reazioni al sito di iniezione che includono dolore locale, rossore, gonfiore e trombosi.
Travaso può anche dare luogo a dolore locale e infiammazione che può essere grave e portare a complicazioni che includono necrosi, specialmente quando oxaliplatino è infuso attraverso una vena periferica (vedere paragrafo 4.4)
Descrizione di reazioni avverse selezionate
Patologie del sistema emolinfopoietico
Incidenza per paziente (%), per grado
| Oxaliplatino e 5-FU/AF85mg/m² ogni 2 settimane | settingMetastatico | settingAdiuvante | ||||
| Tutti i gradi | Gr. 3 | Gr. 4 | Tutti i gradi | Gr. 3 | Gr. 4 | |
| Anemia | 82,2 | 3 | <1 | 75,6 | 0,7 | 0,1 |
| Neutropenia | 71,4 | 28 | 14 | 78,9 | 28,8 | 12,3 |
| Trombocitopenia | 71,6 | 4 | <1 | 77,4 | 1,5 | 0,2 |
| Neutropenia febbrile | 5,0 | 3,6 | 1,4 | 0,7 | 0,7 | 0,0 |
Esperienza post-marketing con frequenza non nota
Sindrome emolitico-uremica
Infezione e infestazioni
Incidenza per paziente (%).
| Oxaliplatino e 5-FU/AF85 mg/m² ogni 2 settimane | settingMetastatico | settingAdiuvante |
| Tutti i gradi | Tutti i gradi | |
| Sepsi (inclusa sepsi e sepsi neutropenica) | 1,5 | 1,7 |
Raro (>1/10.000, < 1/1000)
Coagulazione intravascolare disseminata (DIC), inclusi esiti fatali (vedere paragrafo 4.4).
Esperienza post-marketing con frequenza non nota
Shock settico, incluso esito fatale.
Disturbi del sistema immunitario
Incidenza delle reazioni allergiche per paziente (%), per grado
| Oxaliplatino e 5 FU/AF85 mg/m² ogni 2 settimane | SettingMetastatico | SettingAdiuvante | ||||
| Tutti i gradi | Gr. 3 | Gr. 4 | Tutti i gradi | Gr. 3 | Gr. 4 | |
| Reazioni allergiche / Allergie | 9,1 | 1 | <1 | 10,3 | 2,3 | 0,6 |
Patologie del sistema nervoso
La tossicità dose limitante di oxaliplatino è di tipo neurologico. Comprende una neuropatia sensoriale periferica caratterizzata da disestesie e/o parestesie delle estremità accompagnate o meno da crampi, spesso scatenate dal freddo. Questi sintomi si verificano fino al 95% dei pazienti trattati. La durata di questi sintomi, che usualmente regrediscono tra un ciclo e l’altro di trattamento, aumenta con il numero dei cicli di trattamento.
La comparsa di dolore e/o di un disturbo funzionale e la loro durata danno delle indicazioni per aggiustare la dose o anche per interrompere il trattamento (vedere paragrafo 4.4).
Il disturbo funzionale comprende difficoltà nell’esecuzione di movimenti fini ed è una possibile conseguenza della diminuzione sensoriale. Il rischio di comparsa di sintomi persistenti per una dose complessiva di 850 mg/m² (cioè 10 cicli) è circa 10% e 20% per una dose complessiva di 1020 mg/m² (12 cicli). Nella maggioranza dei casi i segni e i sintomi neurologici migliorano o scompaiono completamente con l’interruzione del trattamento. Nel trattamento adiuvante del tumore al colon sei mesi dopo la fine del trattamento l’87% dei pazienti non aveva più sintomi o aveva sintomi lievi. Al follow up fino a 3 anni dopo, circa il 3% dei pazienti presentava parestesie localizzate persistenti di intensità moderata (2,3%) o parestesie che possono interferire con le attività funzionali (0,5%).
Sono state segnalate reazioni neurosensoriali acute (vedere paragrafo 5.3). Queste reazioni iniziano entro l’ora di somministrazione e spesso si verificano con l’esposizione al freddo. Di solito si manifestano come parestesia transitoria, disestesia e ipoestesia. Una sindrome acuta di disestesia faringolaringea si manifesta nei pazienti con una incidenza dell’1%-2%, ed è caratterizzata da sensazioni soggettive di disfagia o dispnea/sensazione di soffocamento, senza evidenze oggettive di turbe respiratorie (nessuna cianosi o ipossia) o di laringospasmo o broncospasmo (nessuno stridore o sibilo). Sebbene in questi casi siano stati somministrati antistaminici e broncodilatatori, anche senza trattamento i sintomi sono rapidamente reversibili. Il prolungamento dell’infusione aiuta a ridurre l’incidenza di queste sindromi (vedere paragrafo 4.4). Sono stati occasionalmente osservati altri sintomi come spasmo della mandibola/crampi muscolari/contrazioni muscolari involontarie/spasmi muscolari/mioclono, coordinazione anormale/andatura anormale/atassia/alterazioni dell’equilibrio, oppressione alla gola o al petto/ pressione/ disagio/dolore.
In aggiunta, disfunzioni del nervo cranico possono essere associate agli eventi sopra menzionati oppure presentarsi come evento isolato quale ptosi, diplopia, afonia/disfonia/raucedine, qualche volta descritta come paralisi delle corde vocali, sensazione di lingua anormale o disartria, talvolta descritta come afasia, nevralgia trigeminale/dolore facciale/dolore agli occhi, diminuzione della vista, alterazioni del campo visivo.
Durante la terapia con oxaliplatino sono stati segnalati altri sintomi neurologici come disartria, perdita del riflesso tendineo profondo e segno di Lhermitte. Sono stati segnalati casi isolati di neurite ottica.
Esperienza post-marketing con frequenza non nota
Convulsioni
Patologie cardiache
Esperienza post-marketing con frequenza non nota
Prolungamento QT, che può portare ad aritmia ventricolare incluse Torsioni di punta, che possono essere fatali (vedere paragrafo 4.4).
Patologie respiratorie, toraciche e mediastiniche
Esperienza post-marketing con frequenza non nota
Laringospasmo
Patologie gastrointestinali
Incidenza per paziente (%), per grado
| Oxaliplatino e 5 FU/AF85 mg/m² ogni 2 settimane | settingMetastatico | settingAdiuvante | ||||
| Tutti i gradi | Gr. 3 | Gr. 4 | Tutti i gradi | Gr. 3 | Gr. 4 | |
| Nausea | 69,9 | 8 | <1 | 73,7 | 4,8 | 0,3 |
| Diarrea | 60,8 | 9 | 2 | 56,3 | 8,3 | 2,5 |
| Vomito | 49,0 | 6 | 1 | 47,2 | 5,3 | 0,5 |
| Mucosite/Stomatite | 39,9 | 4 | <1 | 42,1 | 2,8 | 0,1 |
Sono indicati profilassi e/o trattamento con agenti antiemetici potenti.
Diarrea/vomito gravi possono causare disidratazione, ileo paralitico, ostruzione intestinale, ipokalemia, acidosi metabolica e insufficienza renale, in particolare in caso di somministrazione concomitante di oxaliplatino e 5 fluorouracile (5 FU). (vedere paragrafo 4.4).
Esperienza post-marketing con frequenza non nota
Ischemia intestinale, inclusi esiti fatali (vedere paragrafo 4.4 ).
Ulcere e perforazioni gastrointestinali che possono essere fatali (vedere paragrafo 4.4).
Patologie epatobiliari
Molto raro (< 1/10000):
Sindrome da ostruzione sinusoidale epatica, nota anche come malattia veno-occlusiva del fegato, o manifestazioni patologiche correlate a tale alterazione epatica, che comprendono peliosi epatica, iperplasia nodulare rigenerativa, fibrosi perisinusoidale. Le manifestazioni cliniche possono essere ipertensione portale e/o aumento delle transaminasi.
Patologie del sistema muscoloschelettrico e del tessuto connettivo
Esperienza post-marketing con frequenza non nota
Rabdomiolisi inclusi esiti fatali (vedere paragrafo 4.4).
Patologie renali ed urinarie
Molto raro (< 1/10000):
Necrosi tubulare acuta, nefrite interstiziale acuta e insufficienza renale acuta.
Segnalazione delle reazioni avverse sospette
La segnalazione delle reazioni avverse sospette che si verificano dopo l’autorizzazione del medicinale è importante, in quanto permette un monitoraggio continuo del rapporto rischio/beneficio del medicinale stesso. Agli operatori sanitari è richiesto di segnalare qualsiasi reazione avversa sospetta tramite il sistema nazionale di segnalazione all’indirizzo Responsabili Farmacovigilanza.
Eloxatin: avvertenze per l’uso
Oxaliplatino deve essere utilizzato esclusivamente dai reparti specializzati di oncologia e deve essere somministrato sotto la supervisione di un medico oncologo qualificato.
I pazienti con compromissione della funzionalitĂ renale da lieve a moderata devono essere monitorati attentamente per reazioni avverse e il dosaggio deve essere modificato in base alla tossicitĂ (vedere paragrafo 5.2).
Reazioni di ipersensibilitĂ
Un monitoraggio particolarmente attento deve essere garantito per i pazienti con anamnesi di manifestazioni allergiche ad altri prodotti contenenti derivati del platino. In caso di comparsa di manifestazioni anafilattiche, l’infusione deve essere immediatamente interrotta e deve essere iniziato un trattamento sintomatico appropriato. In questi pazienti una nuova somministrazione di oxaliplatino è controindicata. Sono state riportate reazioni crociate, talvolta fatali, con tutti i composti del platino.
In caso di travaso di oxaliplatino, l’infusione deve essere interrotta immediatamente e si deve iniziare un trattamento sintomatico locale.
Sintomi neurologici
La tossicitĂ neurologica di oxaliplatino deve essere monitorata attentamente, in particolare nel caso di associazione con altri medicinali che presentano una tossicitĂ neurologica particolare. Un esame neurologico deve essere effettuato prima di ogni somministrazione e periodicamente in seguito.
Nei pazienti che presentano delle disestesie faringolaringee acute (vedere paragrafo 4.8), durante o nelle ore che seguono l’infusione di due ore, la successiva infusione di oxaliplatino deve essere effettuata in sei ore.
Neuropatia periferica
In caso di comparsa di sintomi neurologici (parestesie, disestesie), la dose di oxaliplatino deve essere aggiustata in funzione della durata e della gravitĂ di questi sintomi, con le seguenti raccomandazioni:
nel caso in cui i sintomi durino piĂą di 7 giorni e siano dolorosi, la dose di oxaliplatino per il trattamento seguente deve essere ridotta da 85 a 65 mg/m2 (nel metastatico) o 75 mg/m2 (nella terapia adiuvante)
se le parestesie, senza disturbo funzionale, persistono fino all’inizio del ciclo seguente, la dose di oxaliplatino successiva deve essere ridotta da 85 a 65 mg/m2 (nel metastatico) o 75 mg/m2 (nella terapia adiuvante)
nel caso in cui le parestesie con disturbo funzionale persistano fino all’inizio del ciclo seguente il trattamento deve essere interrotto;
nel caso in cui si constati un miglioramento dei sintomi dopo l’interruzione del trattamento con oxaliplatino, la ripresa della terapia può essere considerata.
Si devono informare i pazienti della possibilitĂ di sintomi persistenti di neuropatia sensoriale periferica dopo la fine del trattamento. Parestesie moderate localizzate o parestesie che possono interferire con le attivitĂ funzionali possono persistere fino a 3 anni dopo la fine del trattamento adiuvante.
Leucoencefalopatia Posteriore Reversibile (RPLS)
Sono stati riportati casi di Sindrome Leucoencefalopatica Posteriore Reversibile (RPLS, nota anche come PRES, Sindrome Encefalopatica Posteriore Reversibile) nei pazienti trattati con chemioterapia di associazione con oxaliplatino. La RPLS è una condizione neurologica rara, reversibile a rapida
evoluzione che può manifestare convulsioni, ipertensione, cefalea, stato confusionale, cecità e altre alterazioni visive e neurologiche (vedere paragrafo 4.8). La diagnosi di RPLS è basata su conferma da diagnostica cerebrale per immagini, preferibilmente MRI (risonanza magnetica).
Nausea, vomito, diarrea, disidratazione e alterazioni ematologiche
Le manifestazioni di tossicitĂ gastrointestinale, quali nausea e vomito, giustificano un trattamento antiemetico profilattico e/o terapeutico (vedere paragrafo 4.8).
Diarrea/vomito gravi possono causare disidratazione, ileo paralitico, ostruzione intestinale, ipokaliemia, acidosi metabolica e insufficienza renale, in particolare in caso di somministrazione concomitante di oxaliplatino e 5-fluorouracile.
In caso di tossicitĂ di tipo ematologico (neutrofili <1,5Ă—109/l o piastrine <50Ă—109/l), deve essere ritardato il ciclo seguente di terapia fino al ritorno dei valori ematologici a valori accettabili. Deve essere effettuata una completa conta del sangue con formula leucocitaria prima di iniziare il trattamento con oxaliplatino e prima di ogni nuovo ciclo. Gli effetti mielosoppressivi possono essere additivi a quelli di una concomitante chemioterapia. I pazienti con una grave e persistente mielosoppressione sono ad alto rischio di complicanze infettive. Sepsi, sepsi neutropenica e shock settico sono stati osservati in pazienti trattati con oxaliplatino, inclusi esiti fatali (vedere paragrafo 4.8). Se uno di questi eventi si verifica, oxaliplatino deve essere interrotto.
I pazienti devono essere informati in modo adeguato riguardo il rischio di diarrea/vomito, mucosite/stomatite e neutropenia dopo somministrazione di oxaliplatino/5-fluorouracile in modo da poter contattare con urgenza il medico che li ha in cura, per un adeguato trattamento.
Se si presenta mucosite/stomatite con o senza neutropenia, il trattamento seguente deve essere rimandato fino a che la mucosite/stomatite è di grado 1 o inferiore e/o fino a che la conta dei neutrofili è ³ 1,5×109/l.
Per oxaliplatino somministrato in associazione a 5-fluorouracile (con o senza acido folinico), bisogna comunque effettuare l’usuale aggiustamento di dose per il 5-fluorouracile in relazione alla tossicità di quest’ultimo.
In caso di comparsa di diarrea di grado 4, di neutropenia di grado 3 o 4 (neutrofili <1,0×10 9/l) o di trombocitopenia di grado 3 o 4 (piastrine <50×109/l), bisogna ridurre da 85 a 65 mg/m² (nel metastatico) o 75 mg/m2 (nella terapia adiuvante) la dose di oxaliplatino e in aggiunta adattare quella di 5-fluorouracile.
Reazioni polmonari
In caso di sintomi respiratori inspiegati, quali tosse non produttiva, dispnea, crepitii o infiltrati polmonari radiologici, si deve interrompere il trattamento con oxaliplatino, fino a quando ulteriori indagini polmonari escludano una malattia polmonare interstiziale (vedere paragrafo 4.8).
Patologie del sangue
La sindrome emolitica-uremica (SEU) è un effetto indesiderato che può causare la morte (frequenza non nota). Il trattamento con oxaliplatino deve essere interrotto ai primi segni di anemia emolitica microangiopatica, come una rapida diminuzione dell’emoglobina in concomitanza a trombocitopenia, innalzamento della bilirubina sierica, della creatinina sierica, dell’urea del sangue, o della LDH. L’insufficienza renale può non essere reversibile con la sospensione della terapia e può essere necessaria la dialisi.
Reazioni epatiche
In caso di alterazione dei test di funzionalitĂ epatica o di ipertensione portale, che non deriva ovviamente da metastasi epatiche, si deve pensare a casi molto rari di alterazioni vascolari epatiche indotte dal farmaco.
Per l’uso in donne in gravidanza vedere paragrafo 4.6.
FertilitĂ
Negli studi preclinici con oxaliplatino sono stati osservati effetti genotossici. Quindi si devono informare i pazienti maschi trattati con oxaliplatino di non concepire un figlio durante il trattamento e fino a sei mesi dopo la fine del trattamento e di chiedere un parere riguardo alla conservazione di liquido seminale prima del trattamento poiché oxaliplatino può portare a sterilità che può essere irreversibile.
Le donne devono evitare la gravidanza durante il trattamento con oxaliplatino e devono usare un efficace metodo contraccettivo (vedere paragrafo 4.6).
Per approfondire l’argomento, per avere ulteriori raccomandazioni, o per chiarire ogni dubbio, si raccomanda di leggere l’intera Scheda Tecnica del Farmaco