Metoprololo 100 EG: è un farmaco sicuro?

Metoprololo 100 EG: è un farmaco sicuro?

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Metoprololo 100 EG: è un farmaco sicuro?

Metoprololo 100 EG (Metoprololo Tartrato) è un farmaco che serve per curare le seguenti malattie: Ipertensione arteriosa (ipertonia arteriosa), cardiopatia coronarica (angina pectoris), disturbi funzionali cardiovascolari (sindromi cardiache ipercinetiche), forme rapide di aritmie cardiache, (aritmie tachicardiche), trattamento preventivo dell’emicrania, trattamento acuto e di lunga durata durante e dopo l’infarto cardiaco.

Metoprololo 100 EG: indicazioni e modo d'uso

Ma come funziona Metoprololo 100 EG? Qual è il suo esatto meccanismo d’azione? Su quali organi del corpo agisce? Vediamolo insieme.

Farmacodinamica di Metoprololo 100 EG: come funziona?

Categoria farmaco terapeutica: betabloccanti, selettivi, non associati Codice ATC: C07AB02

Il metoprololo, un bloccante dei beta recettori, presenta una selettività relativa rispetto ai beta-1-recettori ("cardioselettività") che sono prevalentemente localizzati nella regione miocardica. Nel caso di elevati dosaggi, il metoprololo, peraltro, evidenzia anche un influsso nei confronti dei beta-2-recettori, per esempio dei bronchi e dei vasi sanguigni. Il metoprololo non sviluppa un’attività simpatomimetica intrinseca (ISA). L’effetto stimolante delle catecolammine nei confronti del cuore viene ridotto da parte del metoprololo.

Come conseguenza, tra l’altro, viene rallentata la conduzione dell’eccitazione al cuore, in modo particolare, al nodo atrio-ventricolare, la frequenza cardiaca viene diminuita e la forza di contrazione viene ridotta in modo tale che si riduce il lavoro cardiaco. Nel caso di terapia di lunga durata la resistenza periferica resta generalmente invariata, oppure si riduce.


Abbiamo visto qual è il meccanismo d’azione di Metoprololo 100 EG, ma è altrettanto importante conoscere in quanto tempo viene assorbito dall’organismo per capire quanto tempo il farmaco impiegherà ad agire, attraverso quali vie viene eliminato (ad esempio fegato o reni) per sapere quali organi va ad impegnare e, per ultimo, in quanto tempo viene eliminato per avere idea di quando non avremo più il farmaco nell’organismo.

Tutte queste informazioni sono indicate nel paragrafo “Farmacocinetica” che segue.

Farmacocinetica di Metoprololo 100 EG

Il metoprololo viene assorbito, dopo somministrazione orale, pressoché completamente (95%) dal tratto gastrointestinale. In seguito ad un evidente metabolismo first-pass la disponibilità sistematica si colloca soltanto sul 50%.

Il legame proteinico ammonta al 10%, il volume della distribuzione è pari a 5,5 l/kg. Il metoprololo viene metabolizzato quasi completamente nel fegato. Due dei tre metaboliti principali evidenziano effetti debolmente bloccanti dei beta-recettori.

L’eliminazione avviene prevalentemente per via renale (95%).

Il metoprololo non modificato rappresenta circa il 10% dell’eliminazione complessiva. Il periodo di dimezzamento dell’eliminazione ammonta a circa 3,5 ore.

Biodisponibilità

Un esame della biodisponibilità, effettuato nell’anno 1988 con Metoprololo EG 100 mg su 12 persone da esperimento, ha dato i seguenti risultati, rispetto al preparato di riferimento:

Preparato di prova Preparato di riferimento
Concentrazione massima nel plasma (Cmax): 181.08 ng/ml ± 56.4% 167.08 ng/ml ± 45.7%
Momento della concentrazione massima nel plasma (Tmax): 2.5 ore ± 23.7% 2.3 ore ± 19.6%
Superficie al di sotto della curva di concentrazione/tempo (AUC): 887.83 ng/ml h ± 48.7% 829.52 ng/ml h ± 27.3%
Intervallo di confidenza del 95 %: 86.85 – 115.14 %

Dato dei valori come valore medio e ampiezza di dispersione.

Andamenti medi dei livelli nel plasma rispetto ad un preparato di riferimento in un diagramma concentrazione tempo:

Concentrazione nel siero (ng/ml) n = 12

Metoprololo EG100 mg RIFERIMENTO

Tempo (h)

Figura 1: Metoprololo EG 100 mg bioequivalente rispetto al preparato di riferimento


Abbiamo visto come Metoprololo 100 EG agisce e come si assorbe e si elimina; ma come facciamo a sapere se Metoprololo 100 EG è un farmaco sicuro?

Prima di tutto è necessario leggere quali sono i dati sulla sicurezza che vengono riportati nella scheda tecnica del farmaco.

Si tratta di dati forniti dalla casa produttrice e basati su un certo numero di lavori scientifici eseguiti prima della commercializzazione: si tratta dei cosiddetti “Dati preclinici di sicurezza”, che riportiamo nel prossimo paragrafo.

Metoprololo 100 EG: dati sulla sicurezza

Tossicità acuta

Vedi numero 4.9 Sovradosaggio

Tossicità cronica

Indagini sulla tossicità cronica condotte su diverse specie di animali non hanno evidenziato segni di effetti tossici provocati dalla sostanza.

Potenziale cancerogeno e mutagenico

Si dispone di risultati di studi sugli effetti cancerogeni condotti su ratti e topi, dai quali non risulta alcun potenziale cancerogeno.

Il metoprololo non è stato sottoposto a prove approfondite sulle proprietà mutagene; le indagini finora condotte non hanno evidenziato indizi di un potenziale mutageno.

Tossicologia riproduttiva

Indagini condotte su due specie di animali (ratto, coniglio) non hanno evidenziato segni di proprietà teratogene del metoprololo.

Per l’uomo non si dispone di dati circa l’innocuità del prodotto nel caso di un suo impiego nel 1° e nel 2° trimestre di gravidanza.

Nel caso di impiego del metoprololo negli ultimi tre mesi della gravidanza non sono stati osservati, nelle attuali circa 100 coppie madre figlio, danni a carico dei neonati.

Il metoprololo attraversa la placenta.

Al momento della nascita le concentrazioni di siero nella madre e nel figlio sono analoghe.

Nel latte materno, il metoprololo raggiunge il triplo delle concentrazioni nel siero, misurate contemporaneamente nella madre. Nel caso di assunzione giornaliera di 200 mg di metoprololo ne vengono eliminati circa 225 µg per ogni litro di latte.


Dopo la commercializzazione di un farmaco, vengono tuttavia attuate delle misure di controllo dagli organi preposti, per monitorare comunque tutti gli effetti indesiderati che dovessero manifestarsi nell’impiego clinico.

Tutti gli effetti indesiderati segnalati nella fase di commercializzazione del farmaco, vengono poi riportati nella scheda tecnica nei paragrafi “effetti indesiderati” e “controindicazioni”.

Consultate gli effetti collaterali e le controindicazioni di Metoprololo 100 EG nella nostra scheda apposita.

Un altro importante capitolo da non dimenticare per valutare se un farmaco è sicuro o no, è quello delle interazioni con altri farmaci.

Può infatti capitare che un farmaco, di per sé innocuo, diventi pericoloso se associato ad alcuni altri farmaci.

Questo è vero anche per i prodotti erboristici: classico è l’esempio dell’ “Erba di Sant’Antonio” (Iperico) che interagisce con alcuni farmaci anticoagulanti aumentandone l’efficacia e mettendo quindi il paziente a rischio di emorragie.

Esaminiamo allora quali sono le interazioni possibili di Metoprololo 100 EG

Metoprololo 100 EG: interazioni

Si deve tener conto delle seguenti interazioni tra il farmaco in questione ed altre sostanze:

Nel caso di un impiego concomitante di Metoprololo ed insulina o di farmaci ipoglicemizzanti orali, l’azione di questi ultimi può essere accentuata; in questo caso si determina una dissimulazione o attenuazione dei sintomi di una ridotta concentrazione glicemica (ipoglicemia), in modo particolare l’accelerazione cardiaca (tachicardia). Di conseguenza, si rendono necessari regolari controlli della glicemia.

Il Metoprololo può accentuare l’effetto di farmaci ipotensivi somministrati contemporaneamente (antipertensivi).

Si deve fare la massima attenzione nel caso del prezosin.

Nel caso di impiego concomitante di nitroglicerina o antagonisti di calcio del tipo della nifedipina, si può verificare un forte abbassamento della pressione arteriosa.

Nel caso di impiego concomitante di calcio antagonisti del tipo verapamil o diltiazem, oppure di altri antiaritmici, è opportuno sottoporre ad un accurato controllo il paziente in quanto possono verificarsi un abbassamento della pressione arteriosa (ipotonia), un rallentamento del polso (bradicardia), o altre aritmie cardiache.

Durante il trattamento con il Metoprololo si dovrebbe, pertanto, evitare la somministrazione intravenosa di calcio antagonisti o di altri antiaritmici.

Nel caso di somministrazione concomitante con adrenalina o con altre sostanze ad azione simpatomimetica (per esempio contenute in farmaci contro la tosse, gocce per istillazione nasale e collirio in gocce), i bloccanti cardioselettivi dei beta recettori in dosi terapeutiche provocano modeste reazioni ipertensive, in qualità di bloccanti non selettivi e beta recettori.

Nel caso dell’impiego concomitante di Metoprololo e reserpina, alfa metildopa, clonidina, guanfacina, oppure glicosidi cardiaci, si può verificare un forte abbassamento della frequenza cardiaca o un ritardo nella conduzione dell’eccitazione al cuore.

Nel caso di un trattamento concomitante con la clonidina, la somministrazione della clonidina stessa può essere sospesa soltanto se alcuni giorni prima sia stata interrotta la somministrazione del Metoprololo.

La rifampicina abbassa la concentrazione di Metoprololo nel plasma, mentre la cimetidina lo alza. L’indometacina può ridurre l’azione ipotensiva del Metoprololo.

Il metoprololo può ridurre l’eliminazione di altri farmaci (per esempio lidocaina).

Gli effetti soporiferi del metoprololo e dell’alcool si possono accentuare reciprocamente.

Gli effetti debilitanti della potenza cardiaca del metoprololo e di un anestetico possono sommarsi. Per questo motivo l’anestesista dovrebbe essere informato circa il trattamento con il metoprololo.


Per approfondire l’argomento, per avere ulteriori raccomandazioni, o per chiarire ogni dubbio, si raccomanda di leggere l’intera Scheda Tecnica del Farmaco

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