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Pseudoneb: A cosa serve? Come si usa?

Pseudoneb (Colistimetato Sodico) è un farmaco che serve per curare le seguenti malattie: Pseudoneb è indicato nel trattamento delle seguenti infezioni, nei casi in cui i test di sensibilità indicano che sono causate da batteri sensibili: Trattamento per inalazione dell’infezione polmonare da Pseudomonas aeruginosa in pazienti con fibrosi cistica (FC). Somministrazione endovenosa per il trattamento di infezioni serie causate da batteri Gram-negativi, incluse quelle del tratto respiratorio inferiore e del tratto urinario, laddove gli agenti antibatterici sistemici più comunemente usati possono essere controindicati o inefficaci a causa di resistenza batterica.

Pseudoneb: indicazioni e modo d'uso

Come per tutti i farmaci, anche per Pseudoneb è molto importante rispettare e seguire i dosaggi consigliati dal medico al momento della prescrizione.

Se però non ricordate come prendere Pseudoneb ed a quali dosaggi, è quanto meno necessario seguire le istruzioni presenti sul foglietto illustrativo. Vediamole insieme.

Posologia di Pseudoneb: come si usa?

TRATTAMENTO SISTEMICO

Pseudoneb può essere somministrato mediante infusione endovenosa da 50 mL nell’arco di 30 minuti. I pazienti con dispositivo di accesso venoso totalmente impiantabile (TIVAD) in sede possono tollerare un’iniezione in bolo fino a 2 milioni di unità in 10 mL in un periodo minimo di 5 minuti (vedere paragrafo 6.6).

La dose dipende dalla gravità e dal tipo di infezione e dall’età, dal peso e dalla funzionalità renale del paziente. Qualora la risposta clinica o batteriologica sia lenta, la dose può essere aumentata in base alle condizioni di salute del paziente.

I dosaggi sierici sono raccomandati in particolare in presenza di insufficienza renale, in neonati e pazienti con fibrosi cistica. Per la maggior parte delle infezioni, livelli di colistimetato di sodio compresi tra 10 e 15 mg/L (circa 125-200 unità/mL) dovrebbero essere adeguati.

La durata minima raccomandata del trattamento è generalmente di 5 giorni. Per le esacerbazioni respiratorie nei pazienti con fibrosi cistica, il trattamento deve continuare fino a 12 giorni.

Bambini e adulti (compresi gli anziani):

Peso fino a 60 kg: da 50.000 unità/kg/die a un massimo di 75.000 unità/kg/die. La dose giornaliera totale deve essere suddivisa in tre dosi da somministrare a intervalli di 8 ore circa.

Peso superiore a 60 kg: 1-2 milioni di unità tre volte al giorno. La dose massima è 6 milioni di unità in 24 ore.

Una distribuzione anomala nei pazienti con fibrosi cistica può richiedere dosi più elevate al fine di mantenere i livelli sierici terapeutici.

Compromissione renale: in caso di compromissione renale da moderata a grave l’escrezione di colistimetato di sodio è ritardata. Pertanto occorre modificare la dose e l’intervallo delle dosi per evitare un accumulo. La tabella seguente è una guida per modificare il regime terapeutico nei pazienti con peso corporeo pari o superiore a 60 kg. Va tenuto presente che potrebbero rendersi necessari ulteriori aggiustamenti in base ai livelli ematici e a evidenze di tossicità.

Pseudoneb è indicato nel trattamento delle seguenti infezioni, nei casi in cui i test di sensibilità indicano che sono causate da batteri sensibili: Trattamento per inalazione dell’infezione polmonare da Pseudomonas aeruginosa in pazienti con fibrosi cistica (FC). Somministrazione endovenosa per il trattamento di infezioni serie causate da batteri Gram-negativi, incluse quelle del tratto respiratorio inferiore e del tratto urinario, laddove gli agenti antibatterici sistemici più comunemente usati possono essere controindicati o inefficaci a causa di resistenza batterica. PER L’AGGIUSTAMENTO DELLA DOSE NELL’INSUFFICIENZA RENALE

Grado Clearance della creatinina (mL/min) Peso superiore a 60 kg
Lieve 20-50 1-2 milioni di unità ogni 8 ore
Moderato 10-20 1 milione di unità ogni 12-

18 ore

Grave <10 1 milione di unità ogni 18-

24 ore

INALAZIONE PER AEROSOL

Per il trattamento locale delle infezioni del tratto respiratorio inferiore Pseudoneb polvere viene sciolto in 2-4 mL di acqua per preparazioni iniettabili o di soluzione per infusione endovenosa di cloruro di sodio allo 0,9% per l’uso in un nebulizzatore collegato a un erogatore di aria/ossigeno (vedere paragrafo 6.6).

In studi clinici non controllati, con dimensioni del campione ridotte, dosi comprese tra

500.000 unità due volte al giorno fino a 2 milioni di unità tre volte al giorno sono risultate sicure ed efficaci in pazienti con fibrosi cistica.

Le dosi raccomandate riportate di seguito servono solo da guida e devono essere modificate in base alla risposta clinica del paziente.

Bambini di età <2 anni: Bambini di età >2 anni e adulti: 500.000-1 milione di unità due volte al giorno 1-2 milioni di unità due volte al giorno
4.3

 

Ricordate in ogni caso che se utilizzate Pseudoneb seguendo le istruzioni del foglietto illustrativo, sarà poi opportuno che contattiate il vostro medico e lo avvisiate del dosaggio che avete assunto, per avere conferma o ulteriori consigli!

Un’altra domanda che spesso ci poniamo prima di prendere una medicina è se è possibile assumerla in gravidanza

Tenendo presente che in gravidanza sarebbe opportuno evitare qualsiasi farmaco se non strettamente necessario e che prima di assumere qualsiasi farmaco in gravidanza va sentito il medico curante, vediamo insieme quali sono le istruzioni sulla scheda tecnica di Pseudoneb per quanto riguarda la gravidanza:

Pseudoneb: si può prendere in gravidanza?

Non vi sono dati adeguati sull’uso del colistimetato di sodio in gravidanza. Studi a dose singola sulla gravidanza nell’uomo hanno dimostrato che il colistimetato di sodio attraversa la barriera placentare e può esservi un rischio di tossicità fetale con la somministrazione ripetuta a pazienti in gravidanza. Gli studi sugli animali non sono sufficienti a dimostrare l’effetto del colistimetato di sodio sulla riproduzione e sullo sviluppo (vedere paragrafo 5.3 – Datì preclìnìcì dì sìcurezza). Il colistimetato di sodio deve essere usato in gravidanza solo se il beneficio per la madre è superiore al rischio potenziale per il feto.

Il colistimetato di sodio è secreto nel latte materno. Il colistimetato di sodio deve essere somministrato durante l’allattamento solo in caso di effettiva necessità.

 

Pseudoneb: sovradosaggio

Cosa devo fare se per sbaglio ho preso un dosaggio eccessivo di Pseudoneb?

Il sovradosaggio può provocare un blocco neuromuscolare con conseguente debolezza muscolare, apnea e possibile arresto respiratorio. Il sovradosaggio può inoltre provocare insufficienza renale acuta caratterizzata da una ridotta emissione di urine e da un incremento delle concentrazioni sieriche di BUN e creatinina.

Non esiste un antidoto specifico, gestire con terapia di supporto. È possibile tentare con misure per aumentare la velocità di eliminazione della colistina, ad es. diuresi con mannitolo, emodialisi prolungata o dialisi peritoneale, ma la loro efficacia non è nota.

Pseudoneb: istruzioni particolari

Somministrazione parenterale

La normale dose per adulti, pari a 2 milioni di unità, deve essere sciolta in 10-50 mL di soluzione per infusione endovenosa di cloruro di sodio allo 0,9% o acqua per preparazioni iniettabili per formare una soluzione limpida. La soluzione è solo monouso e l’eventuale soluzione rimanente deve essere eliminata.

Inalazione

La quantità necessaria di polvere deve essere sciolta preferibilmente in 2-4 mL di soluzione di cloruro di sodio allo 0,9% e versata nel nebulizzatore. In alternativa è possibile usare acqua per preparazioni iniettabili. La soluzione risulterà leggermente torbida e, se agitata, si può formare della schiuma. Generalmente, per la somministrazione di antibiotici si preferisce usare nebulizzatori jet o a ultrasuoni. Se usati con un compressore adatto, dovrebbero produrre la maggior parte delle particelle respirabili con un diametro compreso tra 0,5 e 5,0 micron. Per l’utilizzo e la manutenzione del nebulizzatore e del compressore seguire le istruzioni dei produttori.

Il nebulizzatore può essere collegato a un filtro o utilizzato senza filtro. La nebulizzazione deve avvenire in una stanza ben ventilata.

La soluzione è solo monouso e l’eventuale soluzione rimanente deve essere eliminata.


Per approfondire l’argomento, per avere ulteriori raccomandazioni, o per chiarire ogni dubbio, si raccomanda di leggere l’intera Scheda Tecnica del Farmaco

2 Comments

  1. Mia figlia utilizzava il promixin con l’ausilio di un nebulizzatore ultrasonico chiamato “INEB” fornito dalla casa produttrice del farmaco, ora per l’inettitudine della sanità calabrese, la gara è stata vinta da voi che non fornite l’apposito apparecchio, presumo che grazie a questo fatto avete vinto la gara, il sottoscritto andrà avanti nelle sedi opportune per chiarire questo particolare. Gradirei Vostra risposta stesso mezzo o eventuale telefonata al numero 371 3353611

    Francesco Giampà

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