Zofran: è un farmaco sicuro? Come funziona?
Zofran (Ondansetrone Cloridrato) è un farmaco che serve per curare le seguenti malattie: Adulti Controllo della nausea e del vomito indotti da chemioterapia antiblastica e dalla radioterapia; profilassi e trattamento della nausea e del vomito post-operatori (PONV). Popolazione pediatrica: Zofran è indicato nel controllo della nausea e del vomito indotti da chemioterapia (CINV) nei bambini di età maggiore o uguale a 6 mesi, e per la prevenzione ed il trattamento del PONV nei bambini di età maggiore o uguale ad 1 mese.
Ma come funziona Zofran? Qual è il suo esatto meccanismo d’azione? Su quali organi del corpo agisce? Vediamolo insieme.
Farmacodinamica di Zofran: come funziona?
Categoria farmacoterapeutica: antiemetici ed antinausea – antagonisti della serotonina (5HT3). Codice ATC: A04AA01 Meccanismo d’azione
Ondansetron è un antagonista altamente selettivo dei recettori 5HT3 dotato di elevata potenza. Il suo meccanismo d’azione, nel controllo della nausea e del vomito, non è ancora ben conosciuto; è noto però che gli agenti chemioterapici e la radioterapia possono causare un rilascio di serotonina dall’intestino tenue che a sua volta, mediante afferenze vagali tramite recettori 5HT3, può scatenare il riflesso del vomito; l’ondansetron è in grado di inibire questo riflesso.
Inoltre l’attivazione delle vie afferenti vagali può determinare, a livello dell’area postrema, situata sul pavimento del IV ventricolo, il rilascio di serotonina e ciò può stimolare il vomito attraverso un meccanismo di tipo centrale.
L’efficacia dell’ondansetron, nel controllare la nausea ed il vomito indotti dalla chemioterapia citotossica e dalla radioterapia, è probabilmente dovuta alla sua azione antagonista sui recettori 5HT3 dei neuroni localizzati sia a livello del Sistema Nervoso Centrale che Periferico.
Formulazioni orali ed iniettabili
Il meccanismo di azione nel controllo della nausea e del vomito post- operatori non è noto ma si suppone sia simile al meccanismo di controllo della nausea e del vomito indotti da citotossici.
Effetti farmacodinamici
Ondansetron non interferisce con i livelli plasmatici di prolattina.
Prolungamento dell’intervallo QT
L’effetto di ondansetron sull’intervallo QTc è stato valutato in uno studio crossover in doppio cieco, randomizzato, controllato con placebo e con farmaco attivo (moxifloxacina), condotto su 58 donne e uomini adulti sani. Le dosi di ondansetron incluse erano pari a 8 e
32 mg infusi per via endovenosa in almeno 15 minuti. Alla dose testata più elevata pari a 32 mg, la differenza media massima (limite superiore dell’IC 90%) dell’intervallo QTcF rispetto a placebo dopo la correzione della baseline era 19,6 (21,5) millisecondi. Alla più bassa dose testata pari a 8 mg, la differenza media massima (limite superiore dell’IC 90%) di QTcF rispetto al placebo dopo la correzione della baseline era di 5,8 (7,8) millisecondi. In questo studio, non ci sono state misurazioni di QTcF maggiori di 480 millisecondi e non ci sono stati prolungamenti nel QTcF maggiori di 60 millisecondi. Negli intervalli PR e QRS misurati elettrocardiograficamente non sono stati osservati cambiamenti significativi.
Popolazione pediatrica CINV
L’efficacia di ondansetron nel controllo del vomito e della nausea indotti da chemioterapia è stata attestata in uno studio randomizzato in doppio cieco su 415 pazienti di età compresa tra 1 e
18 anni (S3AB3006). Durante i giorni di chemioterapia, i pazienti hanno ricevuto ondansetron 5 mg/m2 per via endovenosa + ondansetron 4 mg per via orale dopo 8-12 ore oppure ondansetron 0,45 mg/kg per via endovenosa + placebo per via orale dopo 8-12 ore. Post-chemioterapia entrambi i gruppi hanno ricevuto 4 mg di ondansetron sciroppo due volte al giorno per 3 giorni. Complessivamente, non è stata riscontrata alcuna differenza nell’incidenza o nella natura degli eventi avversi tra i due gruppi di trattamento. Il controllo completo del vomito nel giorno peggiore della chemioterapia è stato del 49% (5 mg/m2 per via endovenosa +
4 mg di ondansetron per via orale) e 41% (0,45 mg/kg per via endovenosa + placebo per via orale). Post-chemioterapia entrambi i gruppi hanno ricevuto 4 mg di ondansetron sciroppo due volte al giorno per 3 giorni.
Uno studio randomizzato in doppio cieco controllato con placebo (S3AB4003) condotto su 438 pazienti di età compresa tra 1 e 17 anni ha dimostrato il completo controllo del vomito nel giorno peggiore della chemioterapia su:
73% dei pazienti quando ondansetron è stato somministrato per via endovenosa alla dose di 5 mg/ m2 con 2-4 mg di desametasone per via orale.
71% dei pazienti quando ondansetron è stato somministrato come sciroppo alla dose di 8 mg + 2-4 mg di desametasone per via orale nei giorni di chemioterapia.
Post-chemioterapia entrambi i gruppi hanno ricevuto 4 mg di ondansetron sciroppo due volte al giorno per due giorni. Complessivamente, non è stata riscontrata alcuna differenza nell’incidenza o nella natura degli eventi avversi tra i due gruppi di trattamento.
L’efficacia di ondansetron su 75 bambini di età compresa tra 6 e 48 mesi è stata oggetto di indagine in uno studio in aperto, non comparativo, ad un braccio solo (S3A40320). Tutti i bambini hanno ricevuto tre dosi da 0.15 mg/kg di ondansetron per via endovenosa, somministrato 30 minuti prima dell’inizio della chemioterapia e poi alla quarta ed all’ottava ora dopo la prima dose. Il controllo completo del vomito è stato ottenuto nel 56% dei pazienti.
Un altro studio in aperto, non comparativo, ad un solo braccio (S3A239) ha indagato l’efficacia di una dose per via endovenosa di
0.15 mg/kg di ondansetron seguita da due dosi orali di ondansetron da 4 mg per bambini di età < 12 anni e 8 mg per bambini di età ≥12 anni (numero totale di bambini n=28). Il controllo completo dell’emesi è stato raggiunto nel 42% dei pazienti.
PONV
L’efficacia di una singola dose di ondansetron nella prevenzione della nausea e del vomito post-operatorio è stata indagata in uno studio randomizzato, in doppio cieco, controllato con placebo in 670 bambini di età compresa fra 1 e 24 mesi (età post-concepimento ≥
44 settimane, peso ≥3 kg). I soggetti reclutati sono stati messi in lista per essere sottoposti ad un intervento di chirurgia elettiva in anestesia generale e hanno ottenuto uno stato ASA ≤III. Una singola dose di ondansetron 0,1 mg/kg è stata somministrata entro cinque minuti dopo induzione dell’anestesia. La proporzione dei soggetti che hanno avuto almeno un episodio di vomito durante il periodo di valutazione di 24 ore (ITT) è stato maggiore per i pazienti nel gruppo placebo rispetto a quelli in trattamento con ondansetron (28% vs 11%, p <0,0001).
Sono stati condotti 4 studi, in doppio cieco, controllati verso placebo in 1.469 pazienti maschi e femmine (di età compresa fra 2 e 12 anni) sottoposti ad anestesia generale. I pazienti sono stati randomizzati per ricevere o dosi singole per via endovenosa di ondansetron (0,1 mg/kg per pazienti pediatrici di peso pari o inferiore a 40 kg, 4 mg per pazienti pediatrici di peso superiore a 40 kg; numero di pazienti
= 735) o placebo (numero di pazienti = 734). Il farmaco in studio è stato somministrato per almeno 30 secondi, immediatamente prima dell’induzione dell’anestesia o subito a seguire. Ondansetron è stato significativamente più efficace del placebo nel prevenire nausea e
Documento rveosomdiistpoon.ibIilreidsauAltIFaAtiil 3d1i/0q3/u20e1s6ti studi sono riassunti nella Tabella 3.
Tabella 3 Prevenzione e trattamento del PONV nei pazienti pediatrici – Risposta al trattamento nelle 24 ore
| Studio | Endpoint | % di Ondansetron | % di Placebo | Valore della p |
| S3A380 | CR | 68 | 39 | ≤0.001 |
| S3GT09 | CR | 61 | 35 | ≤0.001 |
| S3A381 | CR | 53 | 17 | ≤0.001 |
| S3GT11 | no nausea | 64 | 51 | 0.004 |
| S3GT11 | no vomito | 60 | 47 | 0.004 |
CR = nessun episodio di emesi, di salvataggio o di ritiro dallo studio.
Abbiamo visto qual è il meccanismo d’azione di Zofran, ma è altrettanto importante conoscere in quanto tempo viene assorbito dall’organismo per capire quanto tempo il farmaco impiegherà ad agire, attraverso quali vie viene eliminato (ad esempio fegato o reni) per sapere quali organi va ad impegnare e, per ultimo, in quanto tempo viene eliminato per avere idea di quando non avremo più il farmaco nell’organismo.
Tutte queste informazioni sono indicate nel paragrafo “Farmacocinetica” che segue.
Farmacocinetica di Zofran
Le caratteristiche farmacocinetiche di ondansetron non sono modificate dalla somministrazione di dosi ripetute.
Assorbimento
Formulazioni orali
A seguito di somministrazione orale ondansetron viene assorbito passivamente e completamente dal tratto gastrointestinale e subisce un metabolismo di primo passaggio. Le concentrazioni plasmatiche al picco vengono raggiunte dopo circa 1,5 ore dalla somministrazione. Per dosi superiori a 8 mg l’aumento dell’esposizione sistemica all’ondansetron è più che proporzionale; ciò può dipendere da un certo grado di riduzione del metabolismo di primo passaggio alle dosi orali più elevate.
La biodisponibilità è leggermente aumentata dalla presenza di cibo ma non è modificata dagli antiacidi.
Soluzione iniettabile
A seguito di somministrazione di ondansetron i.m. ed e.v. si ottiene un’esposizione sistemica equivalente.
Supposte
Dopo somministrazione di ondansetron in supposte si rilevano concentrazioni plasmatiche di ondansetron dopo 15-60 minuti dal trattamento.
L’aumento delle concentrazioni avviene in modo sostanzialmente lineare fino a raggiungere concentrazioni al picco di 20-30 ng/ml, in genere 6 ore dopo la somministrazione. Successivamente le concentrazioni plasmatiche decrescono, ma ad una velocità inferiore a quella osservata dopo somministrazione orale, ciò in conseguenza
Documednetollr’easossdiosprobniimbileednatAoIFApirlo31t/r0a3t/2t0o16di ondansetron.
La biodisponibilità di ondansetron, dopo somministrazione in supposte, è approssimativamente del 60%.
Distribuzione
L’ondansetron si lega alle proteine plasmatiche in una percentuale variabile tra il 70 ed il 76%.
Formulazioni orali e soluzione iniettabile
La distribuzione e l’eliminazione di ondansetron misurata negli adulti a seguito di somministrazione orale, i.m. o e.v. è simile, con un volume di distribuzione allo stato stazionario di circa 140 litri.
Metabolismo
L’ondansetron viene eliminato dalla circolazione sistemica prevalentemente mediante metabolismo epatico attraverso vie enzimatiche multiple. L’assenza dell’enzima CYP2D6 (polimorfismo debrisochina) non ha effetti sulla farmacocinetica di ondansetron.
Eliminazione
L’ondansetron viene eliminato dalla circolazione sistemica prevalentemente mediante metabolismo epatico. Meno del 5% della dose assorbita viene escreto immodificato nelle urine.
Formulazioni orali e soluzione iniettabile
La distribuzione di ondansetron a seguito di somministrazione orale, i.m. o e.v. è simile, con un’emivita di eliminazione di circa 3 ore.
Supposte
L’emivita della fase di eliminazione è determinata dalla velocità di assorbimento dell’ondansetron,
non dalla clearance sistemica ed è di circa 6 ore.
Speciali popolazioni di pazienti
Sesso Formulazioni orali e soluzione iniettabile
Sono state evidenziate differenze tra i sessi nella disponibilità di
ondansetron: le donne presentano un grado ed una rapidità di assorbimento maggiore a seguito di somministrazione orale e una clearance sistemica e un volume di distribuzione (adattato secondo il peso corporeo) ridotti.
Supposte
La biodisponibilità assoluta non è influenzata dal sesso. Nella donna rispetto all’uomo si osserva un piccolo incremento dell’emivita, non significativo dal punto di vista clinico.
Bambini e adolescenti (di età compresa fra 1 mese e 17 anni) Formulazioni orali e soluzione iniettabile
Nei pazienti pediatrici di età compresa tra 1 e 4 mesi (n=19) sottoposti
ad intervento chirurgico la clearance normalizzata al peso corporeo era più lenta di circa il 30% rispetto a quella dei pazienti di età compresa tra
5 e 24 mesi (n=22) ma comparabile a quella dei pazienti di età compresa tra i 3 e i 12 anni. L’emivita nella popolazione dei pazienti di età compresa tra 1 e 4 mesi è stata riportata con un valore medio di 6,7 ore in confronto alle 2,9 ore dei pazienti nell’intervallo di età compresa
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3 e i 12 anni. Le differenze nei parametri
farmacocinetici nella popolazione dei pazienti di età compresa fra 1 e 4 mesi possono essere spiegate in parte dalla maggiore percentuale di acqua corporea totale nei neonati e nei lattanti e dal più elevato volume di distribuzione per farmaci solubili in acqua come l’ondansentron.
In pazienti pediatrici di età compresa fra 3 e 12 anni, sottoposti ad intervento chirurgico in anestesia generale, i valori assoluti sia della clearance che del volume di distribuzione di ondansetron erano ridotti rispetto ai valori nei pazienti adulti. Entrambi i parametri sono aumentati in modo lineare con il peso e da 12 anni di età in poi i valori si avvicinavano a quelli dei giovani adulti. Quando i valori di clearance e del volume di distribuzione sono stati normalizzati in base al peso corporeo, i valori di questi parametri risultavano simili tra le popolazioni in base ai diversi raggruppamenti di età. L’impiego di una tecnica di dosaggio che tenga conto del peso compensa le modifiche legate all’età ed è efficace nel normalizzare l’esposizione sistemica nei pazienti pediatrici.
L’analisi farmacocinetica della popolazione è stata effettuata su 428 soggetti (pazienti affetti da cancro, pazienti chirurgici e volontari sani) di età compresa tra 1 mese e 44 anni dopo somministrazione endovenosa di ondansetron. In base a questa analisi, l’esposizione sistemica (AUC) di ondansetron a seguito di una dose orale o per via endovenosa nei bambini e adolescenti era comparabile agli adulti, con l’eccezione di bambini di età da 1 a 4 mesi. Il volume era correlato all’età ed era inferiore negli adulti rispetto a neonati e bambini. La clearance era correlata al peso ma non all’età con l’eccezione dei neonati da 1 a 4 mesi di età. È difficile concludere che ci sia stata una ulteriore riduzione nella clearance correlata all’età nei neonati da 1 a 4 mesi o semplicemente inerente alla variabilità imputabile al ridotto numero di soggetti studiati in questo gruppo di età. Dal momento che i pazienti di età inferiore a 6 mesi riceveranno unicamente una singola dose nel PONV una clearance ridotta non è verosimilmente rilevante dal punto di vista clinico.
Anziani
Studi di fase I iniziale in volontari sani anziani hanno dimostrato un lieve incremento nella biodisponibilità orale ed un prolungamento dell’emivita di eliminazione, correlati all’età.
Tuttavia, l’ampia variabilità inter-soggetto ha provocato una considerevole sovrapposizione nei parametri farmacocinetici tra giovani (<65 anni) e pazienti anziani (≥ 65 anni), e non c’erano differenze di sicurezza o efficacia osservata tra pazienti con tumore giovani e anziani arruolati negli studi clinici sul CINV tali da sostenere una diversa raccomandazione di dosaggio per gli anziani. Sulla base di più recenti concentrazioni plasmatiche ondansetron e di modelli di esposizione-risposta, un effetto maggiore sulla QTcF è previsto in pazienti ≥ 75 anni di età rispetto ai giovani adulti. Specifiche informazioni sul dosaggio sono previste per i pazienti di età maggiore di 65 anni e di età superiore ai 75 anni (vedere paragrafo 4.2).
Supposte
Gli studi specifici negli anziani o in pazienti con insufficienza renale, sono stati limitati alle vie di somministrazione endovenosa ed orale.
Ciò nonostante si può presumere che l’emivita di ondansetron, nei pazienti anziani, sia simile a quella osservata nei volontari sani in
quanto il grado di eliminazione dell’ondansetron a seguito della somministrazione delle supposte, non è determinato dalla clearance sistemica.
Nei pazienti con insufficienza renale moderata (clearance della creatinina da 15 a 60 ml/min) sia la clearance sistemica che il volume di distribuzione sono ridotti in seguito a somministrazione endovenosa di ondansetron, determinando un leggero, ma clinicamente non significativo, aumento dell’emivita di eliminazione (5, 4 ore).
Uno studio in pazienti con grave insufficienza renale, sottoposti regolarmente ad emodialisi, ha mostrato che la farmacocinetica di ondansetron, rilevata nei periodi interdialitici, risulta sostanzialmente invariata in seguito a somministrazione e.v.
Supposte
Gli studi specifici nei pazienti con insufficienza renale, sono stati limitati alle vie di somministrazione endovenosa ed orale.
Ciò nonostante si può presumere che l’emivita di ondansetron, nei pazienti con insufficienza renale, sia simile a quella osservata nei volontari sani in quanto il grado di eliminazione dell’ondansetron a seguito della somministrazione delle supposte, non è determinato dalla clearance sistemica.
Insufficienza epatica Formulazioni orali e soluzione iniettabile
Nei pazienti con grave insufficienza epatica, la clearance sistemica di
ondansetron è marcatamente ridotta, l’emivita di eliminazione è prolungata (15-32 ore) e la biodisponibilità orale si avvicina al 100% a causa del ridotto metabolismo pre-sistemico.
Supposte
La farmacocinetica di ondansetron a seguito della somministrazione in supposte non è stata valutata in pazienti con insufficienza epatica.
Abbiamo visto come Zofran agisce e come si assorbe e si elimina; ma come facciamo a sapere se Zofran è un farmaco sicuro?
Prima di tutto è necessario leggere quali sono i dati sulla sicurezza che vengono riportati nella scheda tecnica del farmaco.
Si tratta di dati forniti dalla casa produttrice e basati su un certo numero di lavori scientifici eseguiti prima della commercializzazione: si tratta dei cosiddetti “Dati preclinici di sicurezza”, che riportiamo nel prossimo paragrafo.
Zofran: dati sulla sicurezza
Formulazioni orali e supposte Nessun dato addizionale di rilievo.
Soluzione iniettabile
Uno studio nei canali ionici clonati del cuore umano ha dimostrato che l’ondansetron ha il potenziale di influenzare la ripolarizzazione a livello cardiaco tramite blocco dei canali del potassio HERG. L’impatto clinico di questa scoperta non è noto. In vivo, un allungamento dell’intervallo QT è stato osservato nei gatti anestetizzati dopo somministrazione per via endovenosa, ma a dosi 100 volte superiori a quelle farmacologicamente efficaci. Effetti simili non sono stati osservati in scimmie cynomolgus.
Cambiamenti transitori dell’ECG sono stati segnalati nella pratica clinica (vedì paragrafo 4.4).
Dopo la commercializzazione di un farmaco, vengono tuttavia attuate delle misure di controllo dagli organi preposti, per monitorare comunque tutti gli effetti indesiderati che dovessero manifestarsi nell’impiego clinico.
Tutti gli effetti indesiderati segnalati nella fase di commercializzazione del farmaco, vengono poi riportati nella scheda tecnica nei paragrafi “effetti indesiderati” e “controindicazioni”.
Consultate gli effetti collaterali e le controindicazioni di Zofran nella nostra scheda apposita.
Un altro importante capitolo da non dimenticare per valutare se un farmaco è sicuro o no, è quello delle interazioni con altri farmaci.
Può infatti capitare che un farmaco, di per sé innocuo, diventi pericoloso se associato ad alcuni altri farmaci.
Questo è vero anche per i prodotti erboristici: classico è l’esempio dell’ “Erba di Sant’Antonio” (Iperico) che interagisce con alcuni farmaci anticoagulanti aumentandone l’efficacia e mettendo quindi il paziente a rischio di emorragie.
Esaminiamo allora quali sono le interazioni possibili di Zofran
Zofran: interazioni
Sono state segnalate reazioni di ipersensibilità in pazienti che hanno presentato ipersensibilità ad altri antagonisti selettivi del recettore 5HT3.
Reazioni a livello dell’apparato respiratorio devono essere trattate con sintomatici e i medici devono porre ad esse particolare attenzione in quanto possono essere precursori di reazioni di ipersensibilità.
Ondansetron prolunga l’intervallo QT in modo dose-dipendente (vedere paragrafo 5.1).Inoltre, durante la fase post-marketing, sono stati riportati casi di Torsione di Punta in pazienti trattati con ondansetron.
Evitare la somministrazione di ondansetron in pazienti con sindrome congenita del QT lungo.
Ondansetron deve essere somministrato con cautela ai pazienti che hanno o che possono sviluppare prolungamento del QTc. Queste condizioni comprendono pazienti con alterazioni elettrolitiche, insufficienza cardiaca congestizia, bradiaritmia, o pazienti che assumono altri medicinali che portano al prolungamento del QT o ad alterazione degli elettroliti.
Pertanto, si deve usare cautela nei pazienti con disturbi del ritmo cardiaco o della conduzione, nei pazienti trattati con agenti anti- aritmici o beta-bloccanti e nei pazienti con alterazioni elettrolitiche significative.
Ipokaliemia ed ipomagnesemia devono essere corrette prima della somministrazione di ondansetron.
Sono stati segnalati casi di sindrome serotoninergica con l’uso di antagonisti della serotonina (5-HT3), sia da soli ma soprattutto in associazione con altri farmaci serotoninergici (compresi gli inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina (SSRI) e gli inibitori della ricaptazione della serotonina-noradrenalina (SNRI)). Si raccomanda di tenere sotto adeguata osservazione i pazienti per eventuali sintomi riconducibili alla sindrome serotoninergica.
Poiché è noto che ondansetron aumenta il tempo di transito dell’intestino crasso, i pazienti con sintomi di ostruzione intestinale subacuta cui sia stato somministrato ondansetron, devono essere controllati.
Nei pazienti che hanno subito un intervento di chirurgia adenotonsillare la prevenzione della nausea e del vomito con ondansetron può mascherare un sanguinamento occulto. Di conseguenza, tali pazienti devono essere attentamente seguiti dopo la somministrazione di ondansetron.
Popolazione pediatrica:
I pazienti pediatrici che ricevono ondansetron con agenti chemioterapici epatotossici devono essere monitorati attentamente per insufficienza epatica.
Nausea e vomito indotti da chemioterapia: Quando si calcola la dose su una base mg/kg e somministrando tre dosi a intervalli di 4 ore, la dose totale giornaliera sarà maggiore di quando si somministra una dose singola di 5 mg/m2. L’efficacia comparativa di questi due differenti schemi posologici non è stata investigata in studi clinici. Un confronto crociato indica un’efficacia simile per entrambi gli schemi (vedere paragrafo 5.1).
Informazìonì ìmportantì su a1cunì eccìpìentì
Zofran Compresse rivestite con film contiene lattosio.I pazienti affetti da rari problemi ereditari di intolleranza al galattosio, da deficit di Lapp lattasi o da malassorbimento di glucosio/galattosio, non devono assumere questo medicinale.
ZOFRAN 4 mg compresse orodispersibili contiene piccole quantità di etanolo inferiori a 100 mg per dose (può contenere fino a 0.0015 mg di etanolo) e ZOFRAN 8 mg compresse orodispersibili contiene piccole quantità di etanolo inferiori a 100 mg per dose (può contenere fino a 0.003 mg di etanolo).
Zofran compresse orodispersibili contiene aspartame, una fonte di fenilalanina. Possono essere dannose se si è affetti da fenilchetonuria.
Zofran compresse orodispersibili contiene metileparaidrossibenzoato e propileparaidrossibenzoato. Può causare reazioni allergiche (anche ritardate).
Zofran 40 mg/20 ml soluzione iniettabile contiene metileparaidrossibenzoato e propileparaidrossibenzoato.Può causare reazioni allergiche (anche ritardate) e, eccezionalmente, broncospasmo.
Zofran 40 mg/20 ml soluzione iniettabile contiene sodio (0,25 mg/ml come sodio citrato e 8,30 mg/ml come sodio cloruro)Da tenere in considerazione in persone che seguono una dieta a basso contenuto di sodio.
Zofran sciroppo contiene sorbitolo. I pazienti affetti da rari problemi ereditari al fruttosio, non devono assumere questo medicinale.
Zofran sciroppo contiene sodio (7,5 mg come sodio citrato e 10 mg come sodio benzoato). Da tenere in considerazione in persone che seguono una dieta a basso contenuto di sodio.
Zofran sciroppo contiene piccole quantità di etanolo (3 mg in 5 ml di sciroppo).
Per approfondire l’argomento, per avere ulteriori raccomandazioni, o per chiarire ogni dubbio, si raccomanda di leggere l’intera Scheda Tecnica del Farmaco